L'orsetto che cercava il sonno

Era sera, e l'orsetto Milo era già nel suo lettino.

La mamma gli diede un bacio sul naso.

— Buonanotte, Milo. Adesso chiudi gli occhi e trova il sonno.

Milo chiuse gli occhi. Poi li riaprì.

— Mamma, il sonno non c'è!

— Cercalo bene — disse la mamma. — È qui vicino.

Milo guardò sotto il cuscino. C'era solo un calzino.

— Qui no.

Guardò nella scatola dei giochi. C'erano la palla, il trenino e tre cubetti.

— Qui no.

Guardò dietro la tenda. C'era la luna, tonda e gialla, che lo salutava.

— Ciao, luna. Hai visto il mio sonno?

La luna non rispose. Ma brillava piano piano, come una lucina.

Milo tornò nel lettino. La coperta era morbida. Il cuscino era fresco. Il suo coniglio di pezza era lì ad aspettarlo.

Milo lo abbracciò forte.

— Tu lo sai dov'è il sonno?

Il coniglio di pezza era caldo, e profumava di buono.

Milo fece uno sbadiglio grande. Poi un altro, ancora più grande.

Gli occhi diventarono pesanti. Pesanti pesanti.

— Mamma — sussurrò — forse l'ho trovato…

E la mamma, dalla porta, sorrise.

Il sonno era arrivato da solo. Zitto zitto, sotto la coperta.

Ancora una?