La lucciola che aveva paura del buio

Lila era una lucciola piccola piccola, e aveva un segreto: aveva paura del buio.

Quando scendeva la sera, le altre lucciole uscivano a volare sul prato. Lila invece restava nascosta sotto una foglia di menta.

— Vieni, Lila! — la chiamavano le sorelle.

— Dopo — rispondeva lei. — Adesso è troppo buio.

Una notte, da sotto la sua foglia, Lila sentì una vocina.

— Aiuto… mi sono perso…

Era un bruco. Piccolo, verde, e molto spaventato.

— Non trovo più la strada di casa — piangeva. — Non si vede niente!

Lila guardò il prato. Era nero nero. Il cuore le batteva forte forte.

Ma il bruco piangeva, e nessun altro lo sentiva.

Lila fece un respiro grande. Uscì da sotto la foglia. E, senza nemmeno pensarci, la sua pancia si accese.

Una lucina gialla, calda, tonda come una piccola luna.

— Oh! — disse il bruco. — Adesso ci vedo!

Anche Lila ci vedeva. Vedeva i fili d'erba, i sassolini, le margherite chiuse per la notte. Il buio, intorno alla sua luce, non faceva più così paura.

— Seguimi — disse.

Volò piano piano, bassa sul prato, e il bruco le camminò dietro. Passarono il sasso grande. Passarono il trifoglio. Ed eccola: la casa del bruco, sotto la foglia di cavolo.

— Grazie, lucciola coraggiosa! — disse il bruco.

Coraggiosa? pensò Lila. Io?

Si guardò intorno. Era in mezzo al prato, di notte, e non era successo niente di brutto. Anzi: sopra di lei c'erano le stelle, e intorno a lei danzavano le sue sorelle.

Da quella sera, Lila fu sempre la prima a uscire. E se qualcuno aveva paura del buio, lei gli volava accanto e diceva:

— Non preoccuparti. Un po' di luce ce la porto io.

Ancora una?

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  • 3–5 anni
  • 3 min
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